“La revisione della legge regionale 23 assume sempre più i contorni di un ritocco ad un sistema ormai fuori controllo. Le linee guida della Giunta Fontana si collocano in perfetta continuità con la politica di Maroni e Formigoni. Non c’è nessuna innovazione ma solo piccoli ritocchi alla governance che non si ha il coraggio di cambiare. Si mantengono in vita le inutili Ats e sparisce ogni rafforzamento di una attività pianificatoria centrale che possa in qualche modo programmare l’attività del privato in modo complementare a quella pubblica”. Così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta le nuove decisioni prese al Pirellone.
“Si persegue il fine della competizione tra pubblico e privato – aggiunge Fumagalli – in ossequio al più sfrenato liberismo. Con l’introduzione della possibilità di far diventare aziende ospedaliere anche gli ospedali privati si mette fuori dal gioco l’intera sanità pubblica lombarda. Il privato potendo contare su di una maggiore flessibilità acquisirà sempre più fette di mercato fino ad estromettere completamente gli ospedali pubblici dalla gestione delle patologie più gravi”.
“È un film già visto – conclude Fumagalli – che ha portato in 30 anni la Lombardia ad avere 14 IRCSS privati e solo 4 pubblici. Gli ospedali pubblici verranno declassati a ospedali di comunità. Ma anche sulla medicina territoriale incombe l’opera del privato a cui viene data la possibilità di costituire le case della comunità. Per la sanità pubblica accerchiata e senza nessuna protezione è un requiem”.